Un accademico di Harvard ha condotto delle sperimentazioni su sei donne e quattro uomini, i quali affermavano di essere stati rapiti più volte dagli alieni. Sotto ipnosi, sette di essi hanno riportato di essere stati sottoposti anche a prelievi di seme maschile e ovuli femminili a scopi di riproduzione artificiale, alcuni addirittura avrebbero avuto esperienze sessuali dirette con alcuni alieni. I rapiti mostravano inconfondibilmente le reazioni psicofisiche di chi aveva avuto traumi reali.MINI TINY CENTER SHIP

PABLO_AYO_ICONLo studioso Jeff Yanc, in un suo articolo del 1999, così stigmatizzava la presunta infondatezza dei rapimenti alieni, relegandoli a semplici leggende metropolitane, anzi addirittura a ‘nevrosi globale moderna’ tesa a difendere la nostra fragile psiche dal sempre più invasivo strapotere della medicina e della tecnologia:

«Trovo terribilmente interessante il parallelo tra le moderne storie assurde di presunti rapimenti da parte di alieni (che coinvolgono invariabilmente esseri macrocefali di cui non si vede bene il volto, che svolgono dolorose operazioni con invasive sonde metalliche), e le paure culturali contemporanee sui dottori e ospedali, dove scienziati senza volto e dall’aspetto quasi alieno operano sul tuo corpo con mezzi high.-tech senza apparente pietà o umanità, é affascinante e lo trovo rivelatore di come cresca la paura verso la scienza e la medicina quando siamo senza difese di fronte al “dottore matto” che crea e controlla la tecnologia.»

La verità, come chi studia questi argomenti ben sa, é diversa: l’intero fenomeno é vasto e incredibilmente complesso, coinvolge così tanti aspetti della società e diversi esponenti della vita civile, che il cercare di recintarlo nell’ambito di una semplice nevrosi generica é ridicolo. Molti ricercatori e scienziati semplicemente non accettano l’idea che eventi come i rapimenti alieni e abductions notturne possano accadere realmente, e cercano di trovare spiegazioni alternative. Negli anni passati, si é assistito a un autentico valzer di ipotesi e tesi, spesso dimostratesi più variopinte e fantasiose della stessa idea dell’abductions.

Le tesi degli psicologi

cosèunaabductions_abduction-10Ne citiamo alcuni per rendere l’idea: dato che a molti durante i rapimenti capitavano fenomeni di paralisi, si è evocata la “paralisi nel sonno”, una sindrome di disturbo del sonno in cui per una serie di concause, durante le fasi REM le cellule cerebrali bloccano i normali segnali nervosi rivolti ai muscoli, probabilmente per impedire al dormiente di agitarsi troppo nel sonno e farsi male, ma la mente nel dormiveglia si rende conto di non potersi muovere e il panico conseguente darebbe il via a una serie di allucinazioni autoindotte.

Oppure il disturbo del lobo temporale, un altro classico della letteratura psichiatrica. La stimolazione elettrica del lobo temporale del cervello (cosa comune ad esempio durante alcune operazioni) può produrre inusuali sensazioni visive e sonore. Michael Persinger, uno scienziato canadese, ha scoperto che stimolando i lobi temporali applicando dei magneti ai lati della fronte, causando nei soggetti stati d’ansia, percezione di ‘presenze’ nei dintorni, disorientamento e paura. L’epilessia del lobo temporale é una patologia ben nota che, senza dover necessariamente sfociare in veri attacchi epilettici, può però dare adito a alterazioni delle percezioni, strani odori, visioni, sensazione di essere fuori dal corpo e infine anche visioni di tipo religioso. È vero d’altro canto che secondo alcuni ricercatori di fenomeni ESP o PSI, i lobi temporali risulterebbero particolarmente sfruttati da chi ha facoltà extrasensoriali, mentre alcuni rapporti militari top-secret fuoriusciti dalla base di Wright Patterson negli anni ’60 indicavano proprio i lobi temporali come la sorgente del potere telepatico degli alieni di tipo grigio, tant’é vero che, a quanto si sosteneva nello stesso rapporto, gli ET ne possederebbero ben quattro e non solo due come noi umani. Ma allora, una sovreccitazione dei lobi temporali è sintomo di malattia mentale, o di un naturale, maggiore sviluppo psichico e percettivo di alcune persone?

Seguendo le sicure rotaie del negazionismo ad ogni costo, i medici e psichiatri più tradizionalisti rincarano la dose, invocando quale giustificazioni della ‘sindrome da rapiti’ anche la malattia mentale tout court, o comunque fenomeni di disagio psicologico, come abusi sessuali nell’infanzia, disturbi del sonno, distorsione della memoria e altre cose del genere. Il problema è che questo tipo di disordini sono tipici di chi ha vissuto forti stress psicofisici ed emotivi, come ad esempio chi è rimasto coinvolto in un incidente grave o chi ha partecipato ad azioni di guerra. In quest’ottica, il rilevamento di alcuni effettivi disordini psicologici sono poco indicativi, perché potrebbero indicare non già di per sé la presenza di una patologia psicologica, quanto la presenza di un trauma psicologico o psicofisico a monte, dal quale sarebbero derivati poi alcuni problemi di memoria o disturbi del sonno. A questo quadro generale dobbiamo aggiungere alcuni fatti, perché risulta da centinaia di report di rapimenti alieni, che molto spesso

A: gli addotti sarebbero sottoposti a esperimenti o analisi chirurgiche invasive,

B: sarebbero testimoni di distorsioni dello spazio tempo o di alterazioni quantistiche della realtà (come ad es. levitare, attraversare muri solidi, essere clonati, viaggiare nello spazio etc),

C: subirebbero poi dagli stessi alieni una induzione post-ipnotica, a volte rinforzata dall’uso di farmaci (fiale di liquido verde o strane pillole somministrategli), tesa a fargli dimenticare l’accaduto o addirittura a sostituire gli avvenimenti reali dietro più tranquillizzanti finti ricordi o ricordi-schermo (screen memories),

D: che durante le abductions vengono a contatto ravvicinato con creature spesso non umane e dall’aspetto inquietante,

E: che durante i colloqui con dette creature, quando avvengono, i soggetti scoprono una visione della vita, della storia e della religione completamente diversa da quella che la propria cultura ed educazione di origine (cosa che non di rado mette in totale predicato alcuni cardini fondamentali dell’esistenza e come conseguenza molti addotti in seguito alle loro esperienze cambiano ex abrupto e in modo totale il loro stile di vita, giungendo a cambiare religione, lavoro, città o a divorziare),

appare quindi evidente che, qualora venisse totalmente comprovato scientificamente, l’impatto con delle civiltà aliene sarebbe così fortemente destabilizzante da un punto di vista non solo psicofisico, ma anche morale, civile, religioso, spirituale e antropologico, che praticamente tutti o quasi i disturbi psicologici evocati dagli scienziati come ‘prova’ dell’inconsistenza reale delle abductions, in realtà teoricamente non fanno che comprovarne maggiormente la probabilità.

Come da tempo di afferma nei forum e nelle tavole rotonde in rete, se davvero i ricercatori scientifici e gli psicologi vogliono provare una volta per tutte che le i finti ricordi autoindotti per suggestione possono apparire o essere ricordati in maniera così reale da sembrare veri agli addotti, basterebbe trovare delle persone che abbiano dei ricordi falsi anche se realistici, come capita agli addotti, senza però essere addotti. In teoria dovrebbe essere una cosa semplice, però automaticamente qui succede qualcosa: persone che hanno immagini o ricordi apparentemente reali, benché falsi, e che non hanno collegamenti diretti con la casistica delle abductions o con questa fenomenologia in genere, ricadono inevitabilmente in precise tipologie cliniche: psicolabili, schizofrenici, nevrotici, dissociati, oppure persone che hanno avuto forti problemi con droghe allucinatorie. Ma, in questi soggetti, dalle analisi non risultano quasi mai sindromi da stress post traumatici, con evidenze psicofisiche, come accade invece agli addotti, o a chi ad esempio è stato in guerra o ha avuto esperienze sconvolgenti. Per contro, gli addotti possiedono invece, nella maggior parte dei casi, un buon equilibrio mentale, possiedono immobili, hanno un lavoro, compiono egregiamente i loro doveri genitoriali e sono anzi in genere molto attivi in campo sociale, non di rado fanno parte di associazioni ambientalistiche o si interessano, a dispetto delle origini sociali o dei mezzi culturali di origine, di nuove tecnologie, di scienze, di astronomia, di civiltà scomparse e di cultura in generale. Le loro esperienze, benché scioccanti, nel tempo li rendono più ricchi, e predispongono queste persone a un rapporto più profondo e maturo con gli altri e con l’ambiente, oltre che varare nell’animo degli abductee quella che potremmo definire una sorta di “ricerca del Sacro Graal”, una sete di spiritualità e di risposte a domande profonde che sono tutt’altro che sintomo di una mente disordinata.

In qualche modo straordinario, queste persone vengono in qualche modo in un primo momento sì spaventati e scioccati dalle esperienze di abductions, ma le stesse, reiterate nel tempo, rendono la mente di chi le vive più ‘aperte’ ed elastiche, rendono concetti come ‘l’altro’, ‘natura’, ‘spazio’, ‘Dio’, qualcosa di più di semplici parole. Proprio come accadde ai primi astronauti che videro la Terra dallo spazio, le problematiche umane viste da dimensioni ‘aliene’ sembrano così relative, i nostri scontri etnici e il nostro attaccamento alla materia così insignificanti e sciocchi, da porre la filosofia di vita dell’addotto in termini assolutamente più vasti e universali.

L’incredibile esperimento di McNally

In tempi recenti, il professor Richard McNally, un accademico con cattedra di psicologia a Harvard e alcuni suoi colleghi hanno condotto delle sperimentazioni su sei donne e quattro uomini,i quali affermavano di essere stati rapiti più volte dagli alieni. Sotto ipnosi, sette di essi hanno riportato di essere stati anche sottoposti dagli alieni a prelievi di seme maschile e ovuli femminili a scopi di ibridazione o riproduzione artificiale, alcuni addirittura avrebbero avuto esperienze sessuali dirette con alcuni alieni (esogamia).
Ognuna di queste persone venne intervistato dal dott. McNally o dalla professoressa Susan Clancy, altra docente di psicologia. Ognuno di essi inoltre scrisse un testo in cui descriveva la storia delle propria abduction.

Il team di ricerca fece dunque dei nastri audio, in cui uno speaker, con voce assolutamente neutra e piatta, leggeva questi dettagliati resoconti dei rapimenti. Gli addotti ascoltarono questi nastri in un ambiente controllato, presso i laboratori di Scott Orr al Veteran’s Affairs Medical Center di Manchester, New Hampishire. Quando i nastri venivano fatti girare e la storia narrata, i ricercatori rilevavano le risposte emozionali dei soggetti misurandone il ritmo cardiaco, la sudorazione dalle mani e via dicendo. La stessa metodologia, oltre che con i dieci addotti, venne usata con altre otto persone, non coinvolte per nulla con gli alieni ma che avevano avuto reali e comprovate esperienze traumatiche nelle loro vite. Quando i due set di analisi (quelle inerenti i presunti addotti e quelle riguardanti le persone coinvolte con trauma comprovabili) furono confrontate, emersero dei risultati sorprendenti. Gli addotti mostravano inconfondibilmente forti reazioni psicofisiche alla lettura dei loro incontri del terzo o quarto tipo, e le loro reazioni furono non solo pari, ma in diversi casi addirittura superiori come intensità rispetto a chi aveva avuto traumi derivanti da incidenti, combattimenti al fronte o abusi sessuali.

Ciò nonostante, gli esperti di Harvard continuano a definire l’intera questione semplicemente un ‘disturbo psichico’ da studiare attentamente, e stigmatizzano l’incredibile potere persuasivo della mente umana.
Vale a dire che, come sempre, gli studi della scienza servono solo a dimostrare quello che la scienza vuole. Ai tempi di Galileo, era pura follia pensare a un sistema solare eliocentrico, e l’autorità costituita chiedeva ai propri scienziati di ritrattare le proprie affermazioni, e di nascondere le evidenze dei fatti, quando non si sposavano appieno con le tesi dottrinali della Chiesa. Oggi, se uno scienziato afferma che le interferenze aliene non esistono, nonostante sia stato comprovato l’opposto con prove empiriche, ha il plauso della comunità scientifica e maggiori fondi per le proprie ricerche, magari distratti da fondi dei servizi segreti, da sempre avidamente interessati a notizie sui Visitatori.

É singolare che proprio un’altro luminare di Harvard ora scomparso, John Mack, avesse condotto per primo dei vasti studi sulle abductions, arrivando a studiare una casistica di diverse centinaia di casi, e finendo per appoggiare pienamente la teoria dell’esistenza reale del fenomeno UFO/ET. In poco tempo, Mack perse la sua cattedra ad Harvard, perse credito nella comunità scientifica, perse soldi e agi sociali, e infine, dopo anni di lotta contro un sistema cxhe l’aveva pesantemente ghettizzato solo per aver osato dire la verità, perse anche la vita, in un – solo apparentemente banale – incidente, investito da un ubriaco in Inghilterra nel settembre del 2004.

La nuova via indicata da Mack

Per anni, Mack ha lavorato per inquadrare il fenomeno delle abductions in un contesto scientificamente e psicologicamente comprensibile. Tra le sue argomentazioni, figurano pionieristiche tematiche inerenti spiritualità, scienza e ‘super-scienza’, ossia una scienza capace di contemplare anche gli aspetti più arcane o spirituali della realtà.
«Il sistema scientifico, che é molto efficace per spiegare cause ed effetti nel mondo reale, diventa meno efficente quando viene utilizzato per studiare cose ‘al di là del velo’. Intendo argomenti che riguardano il mondo spirituale, olotropico*1 e morfogenetico*2, tutte realtà profonde che non sono immediatamente evidenti ai nostri sensi, ma che possono essere raggiunte tramite stati non ordinari di coscienza. Ciò che ho scoperto é che questi reami invisibili sono osservabili meglio attraverso conoscenza diretta, piuttosto che tramite metodi scientifici tradizionali o esperimenti di replicazione e strumenti di misurazione. Fino a poco tempo fa, tutto ciò che non poteva essere studiato con questi metodi tradizionali veniva dismesso e trattato come non degno di studio, così spero che alla fine, il risultato dei miei studi, assieme a quelli di altri colleghi, come quelli sui casi di NDE (Casi di Pre-Morte, nda), OOBE (Out of body Experiences, esperienze extracorporee), vite passate e via discorrendo, abbia aiutato a comprendere che esistono realtà al di là di ciò che è immediatamente comprensibile ai sensi, e che queste realtà rappresentino campi di studio scientifico del tutto rispettabili.»

Secondo Mack, non tutte le abduction avverrebbero nel mondo fisico. Esistono sicuramente evidenze fisiche del fenomeno, come cicatrici sugli addotti, oggetti metallici e luci viste nei cieli, intercettazioni radar, ma in qualche modo il fenomeno non è completamente appartenente alla dimensione materiale. «Alcune realtà appartengono ad altre dimensioni, che esulano dal nostro concetto di universo a tre dimensioni. Esse sono percepibili sono in uno stato alterato di coscienza (come quelli sperimentati spesso dagli addotti, il famoso ‘Effetto OZ’ – nda) se noi parliamo di mondo reale e materiale, e capiamo che la realtà va oltre la 3° dimensione in cui viviamo, allora sì, i visitatori sono reali.», concluse Mack.