I fisico Bob Lazar avrebbe lavorato nella famosa Area 51 per diverso tempo. Gli venne fornito una sorta di manuale informativo che spiegava parecchie informazioni sui dischi volanti, il loro sistema propulsivo, e sui loro creatori, i Grigi. Secondo il manuale questi verrebbero da Zeta Reticuli (a conferma di quanto detto da Betty Hill), esattamente dal 4° pianeta di quel sole. Benché a 37 anni luce da noi, ai grigi ci vorrebbero solo poche ore per giungere sulla terra con i loro velivoli

MINI TINY CENTER SHIP

PABLO_AYO_ICONBob Lazar: un nome, una storia, una disputa. Da quando se n’è iniziato a parlare, alla fine degli anni ’80, il suo nome è diventato quasi un mito nella comunità ufologica, e l’Aera 51 è salita in vetta alle cronache, mentre l’opinione pubblica si è schierata a volte pro, a volte contro questo brillante giovane americano. Ma chi è in realtà Bob Lazar? Analizziamo la sua storia con ordine.

Rober Lazar è figlio di un ricco uomo d’affari del Nevada. Compie i suoi studi, ma del famoso dottorato in fisica di cui si vanta non c’è traccia. Lazar incolpa della ‘scomparsa’ delle prove l’intelligence statunitense, ma come hanno fatto notare in molti è strano che Lazar non rammenti neppure un compagno di corso o un docente che potrebbe avvalorare le sue parole. Il ragazzo si diletta comunque in tecnologia, tanto che una rivista, il Los Alamos Monitor nel 1982 lo mette in copertina assieme ad una moto Honda CRX a cui lui aveva inserito un motore jet, definendolo “un Fisico che lavora al Los Alamos Physic Facility”. Parleremo più avanti del suo dottorato in fisica: passa del tempo, e dopo alcuni impieghi Bob, verso il 1988 finisce per lavorare in un laboratorio fotografico assieme ad altro ragazzo, Gene Huff, che condividerà con lui parte delle sue avventure. Annoiato da questo lavoro Bob Lazar manda dei curriculum in giro, e quando qualcuno gli risponde ne fa partecipe con gioia il buon amico Gene, a cui rivela così che si tratta di un lavoro scientifico e che lui era uno scienziato. “Perché non mi hai mai detto di essere uno scienziato?”, gli chiese l’amico, e Lazar rispose che lui non glie l’aveva mai chiesto. Finalmente arriva il dicembre 1988, e Lazar ha l’occasione di fare un colloquio di lavoro per valutare le sue qualità. A rispondere alla sua richiesta di impiego infatti non era stato uno qualsiasi, ma il dr. Edward Teller, padre della bomba ad idrogeno e consulente scientifico di 5 o 6 presidenti USA. Il colloquio non lo ebbe direttamente con lui, ma con altre persone della EG&G (industria energetica industriale statunitense). Tra queste c’era quello che sarebbe poi diventato il suo superiore, tale Dennis Mariani, sulla quarantina, peso e altezza medi, capelli biondi con baffi corti e un atteggiamento molto militare. Passa il colloquio, e con Mariani come scorta Bob Lazar viene spedito su un aereo e mandato direttamente a Groom Lake, nell’Area 51 (Nevada). La sua sezione di lavoro, gestita dalla US Navy, è denominata S-4.

ALL’INTERNO DELL’AREA 51

 

Lazar viene scortato nella sua stanza, dove appeso ad un muro c’è un poster con un UFO e la scritta: “loro sono qui”. Su un comodino sono presenti diverse istantanee di un ufo in volo di prova. Lazar è giustamente sconcertato. Il giorno dopo in pullman lo portano in un enorme hangar sotterraneo, dove vengono custoditi 9 dischi volanti di tipo diverso. Uno addirittura ha delle bruciature e un foro, come se avessero tentato di forarne lo scafo a cannonate. Le regole sono molto rigide e ci sono guardie armate ovunque. Sembra che qualche tempo prima dei russi che collaboravano al progetto fossero stati mandati via, e ora i soldati USA temevano come ritorsione il rapimento di alcuni loro scienziati. Ad un certo punto fornirono persino gli scienziati di un’arma, e Bob Lazar decise di portare con sè la sua ’44 da casa piuttosto che pagare per quella governativa. Il disco volante su cui e altri scienziati lavorarono era chiamato in gergo ‘sport model’, perché aveva un taglio molto aerodinamico ed accattivante.

Tra di loro gli scienziati non potevano parlare, neppure sul lavoro potevano scambiarsi informazioni tranne quelle strettamente necessarie, ma per far comprendere un minimo quello che succedeva nella base a Lazar venne fornito una sorta di manuale informativo che spiegava parecchie cose. Benché non fu mai autorizzato a portarlo con se, Lazar ha memorizzato gran parte del manuale, contenente informazioni sui dischi volanti, il loro sistema propulsivo, e sui loro creatori, i Grigi. Secondo il manuale questi verrebbero da Zeta Reticuli (a conferma di quanto detto da Betty Hill), esattamente dal 4° pianeta di quel sole. Benché a 37 anni luce da noi, ai grigi ci vorrebbero solo poche ore per giungere sulla terra con i loro velivoli.

Altre sconcertanti dichiarazioni accluse nel manuale riguardavano l’evoluzione umana: i Grigi avrebbero manipolato il nostro DNA oltre 65 volte nel corso degli ultimi 10.000 anni, considerano l’uomo come una sorta di ‘contenitore’ (non si sa se di DNA o di anima), userebbero dei virus per modificare il nostro DNA, potrebbero esercitare un certo controllo mentale sugli umani ma solo se questi sono ‘rilassati’, e dulcis in fundo avrebbero creato le religioni quale regolamento sociale per prevenire danni e far sì che “i contenitori non si distruggessero tra di loro”. Secondo quanto appariva scritto nel manuale, inoltre, i nove dischi facevano parte di uno scambio tecnologico che il governo aveva stipulato con i Grigi. Cosa il governo garantisse in cambio della tecnologia aliena non era scritto. Tale programma comunque subì un brusco arresto nel 1979, quando ci fu – probabilmente per una malcomprensione – uno scontro a fuoco tra alcuni soldati e dei Grigi, che diede il via ad un prolungato combattimento tra umani ed ET, il quale si concluse con una quarantina di soldati e alcuni scienziati umani morti, mentre non si sa se ci furono perdite da parte aliena. A detta del manuale, dopo questo incidente i Grigi se ne andarono per sempre, promettendo però di ritornare (non pacificamente), e lasciando nell’Area 51 i nove dischi volanti. A detta del libercolo, fu per quel motivo che dal ’79 iniziò un programma di retroingegneria sui dischi per comprenderne natura e funzionamento senza l’aiuto di chi li aveva creati.

INIZIANO I GUAI

Dopo un paio di mesi in cui Lazar lavora sullo ‘Sport Model’, i suoi superiori gli dicono che avranno bisogno di lui meno spesso. Le giornate di lavoro alla base sono sempre più rare, e tra l’una e l’altra passano giorni, poi settimane. Lazar percepisce comunque lo stipendio, che però non è dei più esaltanti, anzi: per un lavoro governativo di quel genere lascia quasi l’amaro in bocca. Dopo qualche mese, verso fine Marzo, Bob diventa nervoso per il continuo tentennamento dei suoi superiori, che lo chiamano sempre di meno. Si confida con i suoi due migliori amici, Gene e Jeff. Gli spiffera tutto, anche di aver intravisto con la coda dell’occhio e solo per pochi istanti un grigio che lavorava a fianco di due tecnici umani su una consolle, poco prima che due MP lo spingessero avanti. Gli amici sono entusiasti e vorrebbero saperne di più. Lazar sa che è sempre controllato e diffida da telefonate e dal parlare dove possono esserci microfoni, si incontrano spesso in luoghi all’aperto, diventano sospettosi. Lazar al momento dell’assunzione fu costretto addirittura a firmare una carta in cui rinunciava ai propri diritti civili pur di lavorare nell’Area 51, cosa di per se incostituzionale ma possibile se il documento ha la firma del presidente. Dopo altri giorni senza chiamate, Bob decide di andare con i suoi due amici e la fidanzata con la macchina fino all’Area 51 nottetempo. Ci vanno di mercoledì, a notte inoltrata, perché Bob sa che è allora che si tengono i test di volo. Ci vanno per due mercoledì di seguito, e ogni volta vedono un disco volante luminosissimo fare evoluzioni incredibili. Il terzo mercoledì però, il 5 Aprile 1989, le uniche luci che vedono sono quelle delle auto delle guardie armate che li prendono, gli fanno una multa doppia per aver superato dei limiti militari e li rispediscono a casa. Il giorno dopo Lazar viene chiamato alla base, e il suo superiore Dennis Mariani gli fa il cazziatone, dicendogli che quando gli aveva spiegato che l’affare era top secret, questo non sottintendeva di portarsi appresso parenti e amici per vedere i test di volo. Gli viene detto che per colpa sua è stato rimandato anche un importante test di volo,che è emotivamente instabile, e che probabilmente lo richiameranno per dei lavori dopo sei mesi o più. Invece, guarda guarda, dopo solo pochi giorni dalla base gli viene ordinato di rientrare subito. A questo punto Lazar ha paura e risponde che non ha nessuna intenzione di andare alla base: teme che sia un pretesto per farlo fuori con comodo. Anche dopo una seconda telefonata Lazar si rifiuta, fino a quando, dopo qualche giorno, Mariani gli dice che lo vuole vedere faccia a faccia a un ‘livello personale’. Si danno appuntamento all’Union Plaza Casinò di Las Vegas, la sera di sabato, dato che è pieno di gente da scoppiare e nessuno oserebbe farlo fuori in pubblico. Con lui vanno i due fidati amici, che si mescolano col pubblico coprendogli le spalle. Alla fine, con un pò di ritardo, arriva Mariani, e si mette a giocare a carte ad un tavolo, fingendo di non riconoscere Lazar. Poco lontano Lazar riconosce nella folla un altro soldato della base ma in civile, che si mescola tra la gente. Dopo qualche minuto Lazar va da Mariani, e gli chiede: “Insomma, mi hai chiamato e sono venuto. Allora? Cosa diavolo vuoi? Che cosa significa tutta questa storia?” Nulla, Mariani rimane silenzioso come una tomba. Lazar allora si allontana di pochi passi e fingendo di guardare il muro parla con i suoi amici e gli dice di stare all’erta. Come si voltano – 15 secondi in tutto – Dennis Mariani è sparito, e anche l’altro soldato della base. Chiedono anche in giro, ma nessuno ha visto quell’uomo. Da quel giorno Lazar non l’ha più visto.
Sapendo di essere perennemente sotto controllo telefonico, e che probabilmente Mariani era morto e che la loro stessa vita era in pericolo, i tre fecero una mossa azzardata: iniziarono a telefonare a chiunque conoscessero e a parlargli della cosa, diffondendola ai quattro venti e accennando nelle conversazioni ad alcune lettere che avevano lasciato in mano a persone sicure, che le avrebbero custodite. Poco tempo dopo la storia finì in pasto alla stampa, e ben presto Lazar venne invitato come ospite di uno Show, in cui rimase oscurato in volto e diede uno pseudonimo. Qualche tempo dopo però riapparve ancora in tv, stavolta col suo nome e a volto scoperto. Esplode il caso Bob Lazar.

LE DESCRIZIONI TECNICHE

Secondo Bob Lazar, il disco volante su cui aveva lavorato lui era molto spartano: solo tre sedili al centro della stanza e una struttura conica al centro. Le pareti metalliche potevano diventare trasparenti a comando, e su un settore della ‘finestra’ così ottenuta apparivano delle frasi in un linguaggio alieno – verosimilmente dei comandi – selezionabili e attivabili con un pulsante. Nella parte inferiore del disco alloggiavano tre propulsori, la cui parte terminale appariva in basso. Questi tre propulsori si avviavano appena nella struttura conica sovrastante – che gli era collegata – veniva immessa una piccola quantità di ‘elemento 115’. Questo ‘combustibile’ dell’UFO, di forma simile ad una grossa pasticca metallica più grande di una moneta, secondo Lazar è un metallo super denso che non si trova sulla terra, capace di creare un potente campo magnetico naturale. Lo si chiama elemento 115 perché appare in questo posto nella tavola periodica di Mendeleev, ma viene detto anche Unumpentium. A detta di Lazar “nel motore alieno avviene questo: l’elemento 115 viene bombardato da protoni, l’elemento 115 così si trasforma in elemento 116 e rilascia una certa quantità di antimateria. Questa viene incanalata in un tubo che la isola dalla materia circostante con cui potrebbe interagire, e spedita verso una materia gassosa alla fine del tubo. Materia e antimateria collimano, si annichiliscono e dalla reazione nasce una fortissima energia, il cui calore viene trasformato in una enorme quantità di energia elettrica”. La spiegazione di Lazar ai profani potrebbe suonare quasi impressionante e molto sensata, ma un professore di fisica statunitense, tal dr. David L. Morgan, il quale ha svolto una profonda disamina delle dichiarazioni di Lazar, afferma quanto segue: “Materia e antimateria vengono convertite in energia. Va bene. Ma da dove viene l’antimateria? Dall’elemento 115 che viene bombardato di protoni dal motore dell’astronave. Hmmm. E quanta energia ci serva a noi perché il motore della nave faccia nascere da ogni protone un antiprotone? Bene, esattamente la stessa energia di massa di un antiprotone! E quanta energia ottieni quando gli antiprotoni si annichilano? Esattamente lo stesso ammontare di energia che tu hai speso per crearlo (…) Se tu devi creare la tua antimateria da solo, il tuo sistema produce energia zero.” Morgan va avanti criticando le affermazioni di Lazar sulla gravità (“la gravità non è un’onda”), sulla reperibilità dell’elemento 115 (“la materia pesante nasce dalle esplosioni delle supernova, non nelle vicinanze di pianeti o soli di grande massa”), sulla gravità A e la gravità B (“la gravità è una sola”), e conclude dicendo che forse Lazar potrebbe aver ragione, ma solo a patto di demolire tutte le regole della fisica classica e creando una fisica completamente nuova, la quale però necessiterebbe di una teorizzazione con relativi teoremi e risoluzioni di problemi, cosa che il fisico dell’Area 51 non ha mai fatto. Anzi, gli errori di definizione scientifica di Lazar – che parla di scienza con termini da autentico profano – indicherebbero che l’unico motivo per cui non appare da nessuna parte il suo dottorato in fisica è perché la laurea non l’ha mai presa, e forse non ha neppure frequentato. Secondo Morgan, scienziato doc, Lazar non si intenderebbe per nulla di fisica classica.Questo spiegherebbe perché Lazar non aveva mai detto ai suoi conoscenti di essere un fisico, e probabilmente il giornalista della rivista Los Alamos Monitor si è fidato delle dichiarazioni del giovane e non ha controllato le sue credenziali. Sorge spontanea una domanda: Se Lazar come scienziato non vale nulla, perché gli esperti dell’Area 51 lo hanno voluto a lavorare con loro? Le risposte possono essere soltanto due: o tutta la storia è una invenzione – cosa possibile – oppure il bravo Bob è stato messo in mezzo dai furboni governativi della controinformazione.